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USI TERAPEUTICI DELL'OZONO
L'uso
dell'ozono in medicina è dettato da due considerazioni generali, una
basata sul fatto che l'ozono ha effetti diretti e indiretti sul
metabolismo e l'altra sul fatto che ha effetti biologici.
EFFETTI
DELL'OZONO SUI METABOLISMI
EFFETTI
BIOLOGICI DELL'OZONO
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per
la formazione di perossidi si ha un effetto antibatterico ed
antivirale sistematico.
Il meccanismo antisettico è simile a quello che l'organismo
utilizza abitualmente con
la formazione, da parte dei leucociti adibiti alla fagocitosi
batterica, di una molecola
a proprietà antiossidante, simile a quella dell'O3, cioè
H2O2. L'effetto germicidia
dell'ozono dipende soprattutto dalla presenza di acqua e dalle
basse temperature.
Inoltre ha una grossa capacità di inattivare i virus (azione
virustatica) rendendoli
incapaci di aderire con i recettori cellulari sulla cellula
bersaglio e quindi di
replicarsi. Se l'ozono ha un'azione virustatica per i virus,
nei riguardi dei batteri e in
particolare i gram + presenta un'azione battericida e
soprattutto diretta.
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a
livello dei globuli rossi si ha un aumento della loro deformabilità
riducendo la
viscosità ematica globale ed aumento del 2,3-difosfoglicerato
(responsabile della
cessione di O2 da parte dell'emoglobina ai tessuti) che ha,
come fine ultimo, un netto miglioramento
dei trasporto di O2 e quindi un'azione reologica.
EFFETTI
DEI PEROSSIDI PRODOTTI DALL'OZONO NELLA FAGOCITOSI
La
figura mostra i processi battericidi che emergono in corso di fagocitosi.
Durante le infezioni croniche i normali processi difensivi non sono più
in grado di distruggere i batteri, per insuffuciente formazione di H2O2.
E' a questo livello che si evidenzia la positiva influenza dei perossidi
formati durante il trattamento con ozono.
INFLUENZA
DELL'OZONO NEL METABOLISMO DEGLI ERITROCITI
La
formazione di perossidi facilita un'attivazione diretta del metabolismo
degli eritrociti. Il primo passo della reazione consiste nell'interazione
dell'ozono con i doppi legami degli acidi grassi insaturi dello strato di
fosfolipidi nella membrana eritrocitaria. Con l'intervento del sistema del
glutatione, ha luogo un'attivazione della glicolisi, che determina un
incremento del 2,3-difosfoglicerato, con relativa facilitazione del
rilascio di O2 nei tessuti da parte dell'emoglobina. |