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L'OZONO
IN MEDICINA
L'ozono
in medicina, come qualsiasi sostanza usata in questo ambito, ha delle
modalità ben definite, così come sono precisi il range di concentrazione
di utilizzo (tra 1 e 100 mg/ml) e le metodiche di somministrazione.
Tuttavia, al contrario di qualsiasi altra sostanza farmaceutica, è una
molecola altamente instabile e quindi deve essere preparata immediatamente
prima dell'uso da un generatore di ozono.
In medicina l'ozono è utilizzato in forma di miscela O2/O3 definita ozono
medicale, le cui concentrazioni di ozono sono circa 40 volte inferiori
rispetto a quelle utilizzate in campo industriale.
Il tipico generatore di ozono medicale utilizza un flusso di ossigeno puro
sottoposto ad una differenza di voltaggio tra i 5.000 e i 15.000 volt.
Questa alta tensione viene spesa per scindere la molecola di O2 sempre
presenti in eccesso formando le molecole di ozono (O3) che comunque non
rappresentano più del 3% nella miscela di ozono medicale. Poiché il
flusso di ossigeno che entra nel generatore deve avere una purezza
superiore al 99,5% è necessario che nella zona dell'ambulatorio ci sia
una catena di ossigeno medicale.
L'uso di ossigeno medicale invece di aria è molto importante. Infatti
nell'aria che si respira si ha una concentrazione di azoto (N2) di circa
78% quindi nel generatore, in presenza di ossigeno atomico, si
formerebbero ossidi di azoto (NO, NO2) altamente tossici e quindi una
miscela non utilizzabile a scopi medici.
Una volta prodotta dal generatore la miscela Ossigeno-Ozono viene smistata
verso una valvola a due uscite. Un'uscita è accessibile all'operatore per
prelevare con una siringa la miscela e l'altra è indirizzata verso un
distruttore catalitico di O3
(costituito da ossidi di palladio, nichel e manganese) che ha la funzione
di distruggere l'ozono che via via si forma ma non viene utilizzato. |